Giochi da fare in macchina in coppia: cosa regge davvero cinque ore di viaggio
Sei giochi da fare in due durante un viaggio lungo in auto, le tre regole da fissare prima di partire e l'errore che rovina la sera dell'arrivo. Tutto a voce, niente da leggere, niente da scaricare.

Le prime due ore di viaggio non sono mai il problema. Si parla del traffico, di cosa avete dimenticato a casa, della playlist. Poi la playlist finisce, il navigatore dice che mancano ancora tre ore e mezza, e succede la cosa che succede sempre: chi guida guarda la strada, l'altro apre il telefono, e per quaranta minuti dentro la macchina non si dice più niente. Non è un litigio e non è nemmeno noia vera. È solo tempo che scivola via fra due persone sedute a cinquanta centimetri di distanza.
Il paradosso è che l'auto è uno dei posti migliori dell'anno per parlare davvero. Siete chiusi in uno spazio piccolo, nessuno dei due può alzarsi e andare in un'altra stanza, non c'è la lavastoviglie da svuotare né nessuno che suona al citofono. E soprattutto non vi state guardando in faccia. Quest'ultima cosa pesa più di quanto sembri: conversazioni che a tavola non si aprono, in macchina si aprono, proprio perché entrambi state guardando la strada e nessuno si sente sotto esame.
Le tre regole da fissare prima di partire
Sono banali e servono tutte e tre. Senza, al primo svincolo complicato il gioco si ferma e non riparte più.
- Chi guida ha l'ultima parola. Se serve concentrazione, il gioco va in pausa senza discussione e senza che l'altro se la prenda. Nessuna domanda vale un sorpasso fatto male o un'uscita saltata.
- Tutto a voce, niente da leggere. Chi non guida spesso soffre l'auto, e venti minuti passati a testa bassa sul telefono rovinano il viaggio a entrambi. Se c'è qualcosa da leggere lo legge ad alta voce chi è sul sedile del passeggero, una riga alla volta.
- Una cosa alla volta. Non si gioca mentre si entra in tangenziale, mentre si cerca il distributore o mentre il navigatore sta parlando. Si gioca nei tratti dritti e noiosi, che in un viaggio lungo sono l'ottanta per cento del tempo.
Sei giochi che reggono davvero le ore lunghe
Nessuno di questi richiede oggetti, app, punteggi o qualcuno che tenga il conto. Sono pensati per due persone in auto, con una delle due al volante.
1. Il gioco delle uscite
A ogni uscita autostradale che superate, uno dei due fa una domanda all'altro, alternandovi. L'unica regola è che sia una domanda vera, cioè una a cui non conoscete già la risposta. Funziona perché il ritmo lo detta la strada e non voi: nessuno deve decidere quando parlare, e quando la conversazione si spegne c'è già il cartello successivo che la riaccende. In un'autostrada di agosto le uscite arrivano ogni dieci minuti, ed è esattamente la frequenza giusta.
2. Le tre versioni dello stesso ricordo
Scegliete un momento che avete vissuto insieme, meglio se vecchio di qualche anno, e raccontatelo ognuno per conto proprio senza interrompere l'altro. Poi confrontate. Nove volte su dieci scoprite che ricordate dettagli diversi, e in almeno una scoprirete che uno dei due ha vissuto quella sera in un modo che l'altro non aveva mai sospettato. È il gioco che apre le conversazioni più lunghe del viaggio, quelle che finiscono per assomigliare alle conversazioni profonde di coppia che a casa non trovate mai il momento di fare.
3. Venti domande, ma su di voi
Uno pensa a una cosa legata alla vostra storia: un posto dove siete stati, una persona che conoscete entrambi, una sera precisa, un oggetto di casa. L'altro ha venti domande da sì o no per indovinare. È il gioco più adatto all'ora in cui siete stanchi ma non abbastanza da smettere, perché chiede poca energia e tiene comunque la testa occupata.
4. La storia a staffetta
Cominciate una storia con una frase a testa, alternandovi, e la regola è che nessuno può contraddire quello che ha detto l'altro. Si può solo aggiungere. Se volete la versione che vi farà ridere per mezz'ora, mettete voi due come protagonisti e ambientatela dieci anni avanti. Se volete quella che vi terrà svegli, ambientatela in una stanza d'albergo e guardate chi dei due alza il livello per primo.
5. Quanto pensi di conoscermi
Uno fa una domanda su sé stesso e l'altro deve rispondere al posto suo. Non domande da questionario, ma cose concrete: cosa ordinerei stasera se il menu fosse in una lingua che non capisco, quale delle mie amicizie mi pesa e non lo dico, quale cosa che facciamo sempre farei volentieri a meno di fare. Chi risponde non può correggersi dopo aver visto la faccia dell'altro, anche perché l'altro sta guidando e la faccia non si vede.
6. La scaletta della sera
Nell'ultima ora di viaggio decidete cosa succede stasera, quando sarete arrivati. Non l'itinerario della vacanza: proprio la sera dell'arrivo, ora per ora. Chi si occupa delle valigie, a che ora si mangia, cosa si fa dopo. Sembra il meno divertente dei sei ed è quello che cambia di più il viaggio, perché è l'unico che produce qualcosa che esiste ancora dopo che avete parcheggiato.
Cosa in macchina non funziona, e perché
I giochi con le carte fisiche sono fuori: chi guida non può leggere niente e chi non guida sta male dopo dieci minuti a testa bassa. Fuori anche tutto quello che richiede di guardarsi negli occhi, che in auto significa togliere lo sguardo dalla strada, e i quiz scaricati la sera prima, che si esauriscono in un quarto d'ora e lasciano la macchina più silenziosa di prima.
Poi c'è la categoria che quasi tutti provano almeno una volta, cioè spingere sul piccante mentre uno è al volante. È una pessima idea, e non per pudore: in autostrada l'attenzione è una risorsa limitata e non si divide in due. La mossa intelligente è l'opposto. Si alza la temperatura con le parole, si lascia lì, e si scarica all'arrivo. Un viaggio lungo è il miglior preliminare che esista proprio perché dura cinque ore e non si può fare niente.
L'ora peggiore è la penultima
In ogni viaggio lungo c'è un'ora in cui crolla tutto, e non è l'ultima: è quella prima. Siete già stanchi, siete ancora lontani, e la conversazione si spegne di colpo. È il momento in cui la maggior parte delle coppie accende la radio e smette di parlare fino all'arrivo. Se sapete che quell'ora arriva, la attraversate meglio: si fa una sosta anche se non serve, si cambia chi guida se potete, e si riparte con un gioco che chiede poco, tipo il numero tre di questa lista. Non è il momento delle domande grosse.
L'errore che rovina la sera dell'arrivo
Il viaggio in coppia funziona quasi sempre. Poi si arriva, si scaricano le valigie, si mangia qualcosa in piedi, e alle undici siete due persone stanche davanti a uno schermo. Tutta la conversazione delle cinque ore precedenti evapora lì. Ne abbiamo scritto in modo più ampio parlando di come tenere viva la coppia in vacanza: il problema non è mai la giornata, è sempre la sera, ed è sempre lo stesso, cioè che nessuno dei due ha voglia di essere quello che propone qualcosa.
Il modo più semplice per non finire così è portarsi dietro qualcosa che proponga al posto vostro. Adultopia è un gioco da tavolo per coppie adulte: tabellone, carte sfida e carte imprevisti, con l'intensità che sale man mano che la partita va avanti. Sta in valigia, si apre sul tavolo di una casa vacanza o di una camera d'albergo, e toglie a entrambi il lavoro di decidere cosa succede adesso. Costa 29,99 euro, arriva in 48-72 ore in un pacco anonimo senza scritte, e include un mese della app Adultopia. Se partite fra qualche giorno, ordinarla oggi vuol dire averla in valigia.
Se invece siete già in viaggio, l'app da sola basta per la sera dell'arrivo: si apre dal browser del telefono senza scaricare niente, genera le sfide sul momento e ha un narratore vocale, così non è sempre la stessa persona a proporre. Parte da 1,99 euro al mese. Per le sere successive restano validi i giochi di coppia da fare in vacanza, pensati per gli stessi problemi ma con più spazio a disposizione.
Il viaggio in auto è uno dei pochi momenti dell'anno in cui avete cinque ore obbligate insieme e nessuna scusa per essere altrove. Sprecarle guardando il telefono è una scelta, non un destino. Basta decidere prima di partire che quelle ore contano, e poi lasciare che siano i cartelli a scandire il ritmo.
Stasera giocate voi
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